Viaggio in Sud Africa – La vita tranquilla di Port Elizabeth

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Il nostro viaggio in Sudafrica è iniziato a Port Elizabeth, una meta inaspettata per i viaggiatori europei che solitamente preferiscono gravitare nella zona di Città del Capo, un’area piena di meraviglie naturali e di attività da svolgere in tutte le stagioni.

La nostra scelta è ricaduta su Port Elizabeth, nell’Eastern Cape, per avere una base comoda che ci consentisse poi di visitare il Parco Nazionale Addo senza troppe difficoltà, ma non ci aspettavamo che quella scelta ci arricchisse così tanto a livello personale ed umano.

E’ a Port Elizabeth che abbiamo imparato a conoscere la complessità del mondo sudafricano di oggi, ancora legato ad un passato tristemente vicino nel tempo, che ha segnato in modo indelebile diverse generazioni di popolazione.

Abbiamo parlato con chi ha vissuto gli anni dell’apartheid, con chi era troppo giovane per capire, e abbiamo visto giocare chi di quel passato così presente ancora non sa niente, perché è davvero troppo innocente per capire quello che nessuno ha davvero capito.

Quella panchina sistemata all’ingresso del South End Museum, con la divisione tra bianchi e “colored” chiaramente segnalata, è stato il primo simbolo di quello che è stato un periodo difficilissimo nella storia del Sudafrica, ma ridurre il fascino della storia di questo paese soltanto a questo sarebbe ingiusto e riduttivo.

Port Elizabeth è una piccola città sul mare, i suoi abitanti ci tengono tantissimo a farvi sapere che il nome non ha niente a che fare con la regina Elisabetta, ma che è anzi un omaggio di Sir Rufane Donkin, governatore nella colonia, che volle dedicare la città alla sua amata moglie, Elizabeth. La giovane donna morì a soli 18 anni, lasciando un bimbo di appena 7 mesi ed un marito inconsolabile: oggi presso la Donkin Reserve di P.E, Port Elizabeth, è possibile leggere la targa dedicata alla giovane donna, posta su una piramide alta circa 10 metri.

Questa terrazza sull’oceano è uno dei punti più suggestivi della città, insieme a The Campanile, un campanile vero e proprio, che però non è legato ad alcuna religione, ma è stato eretto per omaggiare i primi settlers giunti nella zona nel 1820. Vi consigliamo di salire sul campanile ignorando il richiamo dell’ascensore, e di affidarvi alle guide presenti, noi abbiamo avuto la fortuna di avere al nostro fianco un ragazzo che parlava italiano e che ha vissuto per qualche anno proprio dalle nostre parti!

Le campane fantasma che si illuminano ad ogni rintocco di quelle vere sono davvero suggestive e molto romantiche, non potete perdervele.

Durante il nostro giro a P.E. ci è capitato di passare accanto ad una township, una zona in cui case con tetti in lamiera, graffiti e caos ci hanno riportati alla realtà: il Sudafrica è un paese splendido, ma non tutti hanno la fortuna di vivere questa meraviglia.

La povertà è tanta, il degrado purtroppo è ovunque e sebbene in alcune zone del paese sia possibile fare dei tour guidati all’interno delle township è un’esperienza che non vi consigliamo di fare: trattare la vita reale e difficile di queste persone come uno spettacolo da guardare con distacco ci sembra profondamente immorale e scorretto.

Quello che invece dovete fare è spostarvi verso le meravigliose dune di sabbia nella zona di Maitelands River’s Mouth: abbiamo scoperto questo posto incantevole grazie ad Alida, proprietaria della guesthouse in cui abbiamo alloggiato (trovate le info alla fine del post), che si è anche offerta di accompagnarci.

Dune beach south africa

Durante il viaggio in macchina ci ha parlato dei problemi di sicurezza a Port Elizabeth, delle townships, del suo lavoro che l’ha portata per anni in giro per l’Africa, e ridendo ci ha detto che il Sudafrica non è Africa, è un mondo a se.

E poi ci ha quasi costretti a correre a perdifiato tra le dune di sabbia a picco sull’Oceano Indiano, ci ha aperto questo suo angolo di paradiso con una naturalezza che ci ha scaldato il cuore.

port elizabeth

Salutarla per riprendere il viaggio è stato emozionante, ci è sembrato di lasciar andare una vecchia amica, ma la nostra avventura in Sudafrica doveva continuare. La aspettiamo in Italia, ma lei ci aspetta in Sudafrica: chissà dove incontreremo ancora il suo sguardo fiero!

Se volete conoscere Alida potete alloggiare da lei, la Bayside Guesthouse è in una zona sicura di Port Elizabeth, e oltre ad essere pulitissima è anche molto accogliente e familiare.

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