Ca’ del Bosco, visita delle cantine: un’esperienza che appaga i sensi

Visitare le cantine Ca’ del Bosco è un’esperienza che coinvolge tutti i sensi, che emoziona e appassiona dal primo momento.

Non si tratta soltanto di una storia unica nel suo genere, fatta di coraggio, audacia, sacrificio e studio, ma è la rappresentazione del più perfetto equilibrio tra tradizione e innovazione, tra passato e futuro.

Ca’ del Bosco oggi è la cantina leader nella produzione di Franciacorta dal perlage raffinato, amatissimo in Italia e all’estero, ma è anche un esempio di quanto c’è di bello nel nostro paese: in poche parole, è un’eccellenza italiana da preservare.

Entrare in questo mondo di equilibri perfetti, dedizione e cura di ogni dettaglio è come camminare su un pianeta a parte, dove regnano eleganza e pace: ad accoglierci proprio all’ingresso della sede di Erbusco, il magnifico portone scultura in bronzo di Arnaldo Pomodoro, il “cancello solare”, un omaggio al sole, simbolo di vita e nutrimento delle uve.

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Dietro a questa magnifica opera lo sguardo si perde tra le vigne verdi e basse, coltivate così per incentivare una crescita in profondità, dove il suolo di origine morenica nasconde preziosi minerali che si trasformano in sapori e odori unici. E’ anche grazie a questa scelta che le viti sono così longeve e sane, condizione che si traduce in vini di qualità eccezionale.

L’occhio è rapito dal verde della natura, curatissima e all’apparenza dolce ed imperturbabile: a decorare i lussureggianti giardini della tenuta diverse opere d’arte, che accompagnano l’ospite in questo viaggio in cerca della bellezza, e sanciscono il legame tra l’azienda Ca’ del Bosco e il mondo dell’arte.

ca' del bosco

Anche quella di Ca’ del Bosco è arte, ogni passaggio della lavorazione delle uve è così perfetto e ponderato da risultare simile ad una pennellata sapiente che ha come nobile scopo la creazione di qualcosa di unico, riconoscibile e fortemente legato al territorio.

La visita alle cantine Ca’ del Bosco ha inizio davanti ad un plastico che aiuta a comprendere meglio l’audacia dell’avventura che Maurizio Zanella ha intrapreso negli anni ’70, quando era solo un ragazzo con un’intuizione e una forza di volontà di ferro.

ca' del bosco

Quel ragazzo ha visto il potenziale della zona in cui sorgeva, e sorge ancora, la “ca’ del bosc”, la casa immersa in un boschetto di castagni acquistata da sua madre, Annamaria Clementi, per allontanarsi dal caos di Milano.

Dopo una prima produzione sperimentale, l’attuale Presidente è andato in Francia, per studiare il mondo dell’enologia della zona, e lì ha incontrato e reclutato lo chef de cave André Dubois: incredibile pensare che il cognome Dubois significhi proprio “del bosco”.

L’incontro tra i due era chiaramente scritto nel destino di Ca’ del Bosco, che grazie alla direzione di Dubois ha iniziato a produrre i primi tre spumanti nel 1976.

Il resto è una storia di continua ricerca, innovazione e perfezione: l’azienda oggi è un esempio di modernità ed armonia, questi valori vivono in ogni bottiglia, in ogni angolo della proprietà, in ogni momento di pura bellezza vissuto nelle cantine, fresche e profumate di mosto.

La visita delle barricaie e dei caveau insegna ogni passaggio della creazione di ogni etichetta: la vendemmia, che avviene ancora manualmente, per non rovinare e stressare l’uva.

ca' del bosco barricaia

Il raffreddamento e il successivo lavaggio dei grappoli, passaggio fondamentale che limita la necessità di aggiungere solfiti ai prodotti finiti; e ancora l’asciugatura dell’uva, perché un mosto annacquato guasterebbe la qualità eccezionale dei vini.

Anche la delicata fase della pressatura avviene secondo una cerimonia di passaggi in cui l’innovazione si fonde al rispetto assoluto delle materie prime; l’amore per la creazione si evince da ognuno degli step necessari e dal rapporto con il tempo, protagonista di ogni rito che ha come esito la perfezione.

Con la natura non si può avere fretta, per ottenere il perlage raffinato del Franciacorta Ca’ del Bosco e il gusto avvolgente delle altre etichette è doveroso aspettare i tempi giusti, perché la qualità non consente vie di mezzo: eccellenza o niente, questa è la regola non scritta che domina il lavoro nella cantina.

ca' del bosco cantina

ca' del bosco

Durante la visita guidata è anche possibile ammirare i laboratori interni, che si occupano del controllo qualità dei prodotti, ma anche dei packaging: i sugheri usati per i tappi vengono esaminati per giorni, e scartati quando non soddisfano i requisiti stabiliti, e lo stesso vale per il vetro delle bottiglie, acquistate a Venezia.

Non vogliamo raccontarvi troppo per non rovinarvi la sorpresa di scoprire il mondo Ca’ del Bosco con i vostri sensi, ma c’è un ultimo dettaglio che ci ha colpiti, perché sintetizza lo straordinario rapporto tra innovazione e tradizione: ancora oggi il packaging viene applicato rigorosamente a mano su ogni singola bottiglia che esce dalla cantina.

La scelta è naturalmente voluta, e simbolizza la volontà di innovare quando la qualità lo richiede, e di lasciare alle mani dell’uomo tutti i passaggi per cui è possibile mantenere intatta la tradizione: in Ca’ del Bosco la qualità è regina assoluta, ed è la bellezza assoluta a cui tutti mirano.

Potete prenotare la vostra visita alle cantine Ca’ del Bosco direttamente nel sito ufficiale, noi pensiamo di tornare per la vendemmia perché assistere dal vivo ad uno spettacolo così antico deve essere un’esperienza indimenticabile!

 

Leggi anche: Guida emotiva per una giornata a New York

 

 

 

Una giornata a Washington, la calma dopo la neve

Washington, la città del potere.

Washington, una delle città più belle da fotografare, purtroppo sottovalutata da tanti fotografi che le preferiscono la svettante New York.

Ed è comprensibile, perché New York acceca, mentre Washington affascina, come una donna bella e sicura di sé, che lascia condurre al partner il malizioso gioco del corteggiamento, senza accelerare i tempi.

Siamo arrivati a Washington nel pomeriggio, dopo un viaggio sotto la neve iniziato a New York: la tempesta aveva colpito anche la capitale, ma il cielo al nostro arrivo era già tornato sereno, nonostante l’aria gelida.

Ci siamo subito spostati verso il monumento ad Abraham Lincoln, dato che avevamo il sogno di fotografarlo senza turisti o passanti: era uno degli scopi del nostro viaggio, una missione quasi impossibile, soprattutto di pomeriggio, dato che è sempre gremito di pullman con viaggiatori provenienti da tutto il mondo!

Ed infatti lo abbiamo trovato così, pieno di selfie stick, impermeabili colorati e parole urlate in tutte le lingue.

Ma soltanto poche ore dopo, complice il vento glaciale che spirava su tutta la città, abbiamo avuto i nostri 5 minuti di gloria: l’enorme statua del primo Presidente, illuminata e solitaria, è diventata protagonista dei nostri scatti, insieme al meraviglioso tempio in stile greco dorico che la contiene.

statua lincoln washington

monumento lincoln washington

IN QUESTO TEMPIO
COME NEI CUORI DELLE PERSONE
PER CHI HA SALVATO L’UNIONE
LA MEMORIA DI ABRAHAM LINCOLN
VIENE ISOLATA PER SEMPRE

 

A vegliare sul Monumento e sulla città, a pochi metri di distanza proprio al centro del National Mall, c’è il famoso obelisco, che siamo riusciti ad immortalare a contrasto con il cielo rosso: trovarsi in un luogo così suggestivo, da soli, è stato incredibile.

Per interi minuti, che sono volati come attimi, ci è sembrato di sentire le parole del celebre discorso di Martin Luther King; il suo “I have a dream” ha risuonato nel silenzio di una città forse già addormentata, ma viva come non mai.

notturna washington

Come ultima tappa del nostro breve viaggio fotografico non poteva mancare The Capitol, la sede del Congresso Americano, con la sua incantevole cupola: ci siamo sistemati per fotografarla con calma, in mezzo a poliziotti che guardavano con simpatia quei due fotografi così presi dalla loro missione da non sentire il vento gelido sulla pelle.

notturna washington the capitol

A volte fotografare significa anche questo, prendersi un po’ di spazio nel mondo per immortalarne la bellezza.

the capitol notte washington

Qui trovate la gallery di foto con gli scatti in formato web, per acquistare una stampa scriveteci alla mail info@storytellingandphotography.com

Leggi anche: Un’alba, un tramonto e una notturna a New York

New York: alba, tramonto e notturna da incorniciare

Che questo non sia il più puro dei travel blog esistenti non è una novità, e questo articolo su New York non farà eccezione.

Ma sarà più ibrido che mai, perché vogliamo condividere con voi qualche consiglio per il vostro viaggio a Manhattan, che troverete alla fine di questo articolo; soltanto dopo averlo letto avranno senso.

Tornare insieme a New York era un sogno che coltivavamo da qualche mese; ne abbiamo parlato a lungo, e da quel giorno ovunque intorno a noi hanno iniziato ad apparire oggetti che continuavano a metterci davanti agli occhi quel sogno. Così una sera abbiamo prenotato l’aereo, e poche settimane dopo, senza dire nulla a nessuno, siamo partiti.

Chi conosce New York sa che è difficile rendere intimo un viaggio in città, perché le luci e i rumori sembrano risucchiarti e portati via dal mondo reale, in una dimensione in cui non c’è tempo di fare niente, ma si deve fare tutto.

Ed è per questo che prima di partire abbiamo deciso a quali posti dedicare il nostro tempo, quali immortalare per voi, e quali vivere solo per qualche attimo.

Il primo giorno ci ha regalato una splendida alba sul ponte di Brooklyn, che abbiamo ammirato dopo un lungo viaggio in una metropolitana gremita di lavoratori, pronti per iniziare la loro giornata già alle 5 del mattino.

Il ponte ci ha accolto in silenzio, sembrava un giocattolo dimenticato e abbandonato in una pila di altri giochi, i grattacieli che compongono l’incantevole skyline di Manhattan: il sole arancio ha tinto di rosa le nuove, ed il cielo riflesso nei vetri dei palazzi ci ha regalato una delle foto più romantiche del viaggio.

new york

Nell’arco della giornata abbiamo passeggiato per D.U.M.B.O., un quartiere che nell’arco di pochi anni è diventato una culla per creativi e giovani imprenditori, ci siamo spostati sull’isola di Manhattan, abbiamo mangiato pizza da asporto e partecipato alla presentazione di un libro sorseggiando champagne.

In sostanza, abbiamo vissuto la città, in attesa del secondo appuntamento con il cielo: il tramonto.

Il vento costante ha allontanato tutte le nuvole, ma vedere il sole calare tra i palazzi è stata un’altra emozione bellissima.

new york tramonto

new york skyline

Ed è stato altrettanto emozionante osservare la città che non dorme mai riflettersi nelle acqua nere dell’Hudson con tutte le sue luci, ed il suo rumore costante, presente anche in piena notte.

Vogliamo svelarvi un segreto: anche New York ogni tanto va a dormire, ma tiene sempre un occhio aperto, perché ama specchiarsi nel fiume e rimirare la sua potente bellezza.

c'era una volta in america

Consigli di viaggio New York

  1. Prendetevi il vostro tempo per osservare la città: sedetevi su una panchina, in un bar mai nominato nelle guide turistiche, una metropolitana che porta chissà dove, e godetevi lo spettacolo.
  2. Non fatevi prendere dall’ansia di voler vedere tutto, perché tanto è impossibile. Selezionate le vostre mete del cuore e godetevele, senza sensi di colpa.
  3. Lasciate lo shopping per l’ultimo giorno: a New York c’è tanto da comprare, ma c’è anche tanto da vivere!

Se volete vedere le foto in alta risoluzione cliccate qui, le nostre gallery sono a vostra disposizione!

new york notturnaSe volete acquistare una stampa di uno scatto particolare non esitate a contattarci alla mail info@storytellingandphotography.com