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Addo National Park: un safari indimenticabile – Viaggio in Sudafrica

Abbiamo scelto di visitare l’Addo Elephant National Park invece che il più celebre Kruger Park per un motivo piuttosto semplice: il primo è stato dichiarato malaria free, nel secondo negli ultimi mesi è stato riscontrato un aumento di malaria che ci ha fatto desistere dalla visita.

L’Addo National Park è stato fondato nel 1931 per salvare 11 elefanti a rischio di estinzione: oggi ce ne sono più di 600, e insieme a vivono decine di altri animali meravigliosi che è possibile incontrare durante il safari.

L’esperienza del primo safari è indimenticabile, ed è importante viverla nel modo giusto: è possibile visitare il parco Addo anche con un auto propria, ma per goderci l’esperienza al massimo abbiamo preferito evitare, e ci siamo affidati a Criss Cross Adventures e alla saggia presenza di Simba, la nostra guida.

Nonostante le evidenti differenze di clima e di flora e fauna, l’esperienza del safari ci ha portato alla mente il nostro viaggio in Islanda, e la costante ricerca dell’aurora boreale: lì avevamo gli occhi fissi sul cielo nero e freddo, ad Addo abbiamo invece aguzzato la vista combattendo contro caldo e sole per riuscire a vedere animali nascosti tra i cespugli e uccelli posati sui rami degli alberi.

La voglia di vedere tutti i big 5 era tantissima, ma gli animali più grandi della savana, (elefanti, leoni, bufali, leopardi e rinoceronti) sono difficili da scovare, e trovarli tutti in un safari in un parco statale è davvero difficile: come ci ha spiegato Simba, incontrarli in una riserva privata è facilissimo, perché ci sono tutti, ma soprattutto perché lo spazio è più ridotto, quindi è semplicissimo sapere dove andare a cercarli per incontrarli e fotografarli.

Ci ha tenuto molto a spiegarci le differenze tra queste riserve private, dopo è possibile trovare anche le giraffe, non presenti nell’Addo Park perché non endemiche in quella zona, e i parchi nazionali, e sebbene avessimo scelto la seconda opzione senza nemmeno pensarci troppo, siamo stati felici di vivere l’esperienza del safari in un modo quanto più pulito possibile.

Non siamo riusciti ad incontrare tutti i big 5, ma vedere da vicino (vicinissimo) i giovani elefanti giocare alla lotta, i branchi bere lentamente e fare il bagno nel fango mentre facoceri e zebre gli giravano intorno, sciacalli dal manto nero che divoravano prede abbandonate da altri predatori, antilopi e bufali che mangiavano serenamente sotto al sole, è stato meraviglioso e molto toccante.

addo national park

bufalo addo park

addo national park opinioni

Per 10 ore siamo stati testimoni del perfetto equilibrio della natura, dell’apparente eternità del mondo in cui viviamo, e della sua potente fragilità: vivere il safari con lo spirito giusto è davvero un’esperienza incredibile per chi ha la sensibilità di affrontarla con occhi puri e attenti.

Come quelli di Simba, che ci ha anche coccolati con un pranzo barbecue preparato nel parco, con tanto di opzioni vegetariane!

elefante sudafrica

zebra addo park

 

Per continuare a godere della pace della savana anche di notte abbiamo scelto di alloggiare in un lodge poco lontano dall’Addo, il Chrislin African Lodge: le camere con il tetto tradizionale hanno tutti i comfort, ma sono immerse nella bellezza della natura e nel suo silenzio. Consigliatissimo!

Leggi anche: Viaggio fai da te in Sudafrica, tutte le tappe

Viaggio in Sud Africa – La vita tranquilla di Port Elizabeth

Il nostro viaggio in Sudafrica è iniziato a Port Elizabeth, una meta inaspettata per i viaggiatori europei che solitamente preferiscono gravitare nella zona di Città del Capo, un’area piena di meraviglie naturali e di attività da svolgere in tutte le stagioni.

La nostra scelta è ricaduta su Port Elizabeth, nell’Eastern Cape, per avere una base comoda che ci consentisse poi di visitare il Parco Nazionale Addo senza troppe difficoltà, ma non ci aspettavamo che quella scelta ci arricchisse così tanto a livello personale ed umano.

E’ a Port Elizabeth che abbiamo imparato a conoscere la complessità del mondo sudafricano di oggi, ancora legato ad un passato tristemente vicino nel tempo, che ha segnato in modo indelebile diverse generazioni di popolazione.

Abbiamo parlato con chi ha vissuto gli anni dell’apartheid, con chi era troppo giovane per capire, e abbiamo visto giocare chi di quel passato così presente ancora non sa niente, perché è davvero troppo innocente per capire quello che nessuno ha davvero capito.

Quella panchina sistemata all’ingresso del South End Museum, con la divisione tra bianchi e “colored” chiaramente segnalata, è stato il primo simbolo di quello che è stato un periodo difficilissimo nella storia del Sudafrica, ma ridurre il fascino della storia di questo paese soltanto a questo sarebbe ingiusto e riduttivo.

Port Elizabeth è una piccola città sul mare, i suoi abitanti ci tengono tantissimo a farvi sapere che il nome non ha niente a che fare con la regina Elisabetta, ma che è anzi un omaggio di Sir Rufane Donkin, governatore nella colonia, che volle dedicare la città alla sua amata moglie, Elizabeth. La giovane donna morì a soli 18 anni, lasciando un bimbo di appena 7 mesi ed un marito inconsolabile: oggi presso la Donkin Reserve di P.E, Port Elizabeth, è possibile leggere la targa dedicata alla giovane donna, posta su una piramide alta circa 10 metri.

Questa terrazza sull’oceano è uno dei punti più suggestivi della città, insieme a The Campanile, un campanile vero e proprio, che però non è legato ad alcuna religione, ma è stato eretto per omaggiare i primi settlers giunti nella zona nel 1820. Vi consigliamo di salire sul campanile ignorando il richiamo dell’ascensore, e di affidarvi alle guide presenti, noi abbiamo avuto la fortuna di avere al nostro fianco un ragazzo che parlava italiano e che ha vissuto per qualche anno proprio dalle nostre parti!

Le campane fantasma che si illuminano ad ogni rintocco di quelle vere sono davvero suggestive e molto romantiche, non potete perdervele.

Durante il nostro giro a P.E. ci è capitato di passare accanto ad una township, una zona in cui case con tetti in lamiera, graffiti e caos ci hanno riportati alla realtà: il Sudafrica è un paese splendido, ma non tutti hanno la fortuna di vivere questa meraviglia.

La povertà è tanta, il degrado purtroppo è ovunque e sebbene in alcune zone del paese sia possibile fare dei tour guidati all’interno delle township è un’esperienza che non vi consigliamo di fare: trattare la vita reale e difficile di queste persone come uno spettacolo da guardare con distacco ci sembra profondamente immorale e scorretto.

Quello che invece dovete fare è spostarvi verso le meravigliose dune di sabbia nella zona di Maitelands River’s Mouth: abbiamo scoperto questo posto incantevole grazie ad Alida, proprietaria della guesthouse in cui abbiamo alloggiato (trovate le info alla fine del post), che si è anche offerta di accompagnarci.

Dune beach south africa

Durante il viaggio in macchina ci ha parlato dei problemi di sicurezza a Port Elizabeth, delle townships, del suo lavoro che l’ha portata per anni in giro per l’Africa, e ridendo ci ha detto che il Sudafrica non è Africa, è un mondo a se.

E poi ci ha quasi costretti a correre a perdifiato tra le dune di sabbia a picco sull’Oceano Indiano, ci ha aperto questo suo angolo di paradiso con una naturalezza che ci ha scaldato il cuore.

port elizabeth

Salutarla per riprendere il viaggio è stato emozionante, ci è sembrato di lasciar andare una vecchia amica, ma la nostra avventura in Sudafrica doveva continuare. La aspettiamo in Italia, ma lei ci aspetta in Sudafrica: chissà dove incontreremo ancora il suo sguardo fiero!

Se volete conoscere Alida potete alloggiare da lei, la Bayside Guesthouse è in una zona sicura di Port Elizabeth, e oltre ad essere pulitissima è anche molto accogliente e familiare.

Leggi anche: Viaggio in Sudafrica, tutte le tappe

 

Location fotografiche Provenza: dove fotografare i campi di lavanda

Location fotografiche Provenza: volete andare a scattare nei campi di lavanda in fiore ma non trovate gli spot fotografici a Valensole?

Problema risolto, in questo post troverete tutte le coordinate per immortalare la splendida fioritura della lavanda in Provenza.

Location fotografiche Provenza – Valensole: quando andare e a che ora scattare foto della lavanda

Il periodo della fioritura della Lavanda inizia a fine giugno e termina tra la metà e la fine del mese di luglio: ultimamente le piante vengono piantate in periodi diversi, proprio per fare in modo che per tutto il mese di luglio ci siano campi in fiore, ma come ogni evento legato alla natura tutto dipende dal clima e dalle scelte specifiche dei proprietari dei campi.

Gli orari ideali per scattare foto alla lavanda a Valensole sono l’alba e il tramonto: ci sono meno turisti e la luce meno forte rende i colori più pieni.

Già dalle 19:00 la luce si addolcisce ed è possibile riuscire a scattare foto bellissime; in estate il sole tramonta molto tardi, verso le 21:20, ma tenete presente che tutti i ristoranti a Valensole e Greox Les Bains chiudono presto, quindi fate il possibile per cenare prima o non troverete più nulla.

location lavanda provenza

valensole lavanda

E’ possibile visitare i campi anche di notte, per fotografarli sotto le stelle, ma non è facile trovare un punto lontano dall’inquinamento luminoso di case e auto.

location fotografiche provenza

Location fotografiche Provenza: spot fotografici campi di lavanda Valensole

Ma ora è il momento di condividere con voi le location per fotografare la lavanda a Valensole, buchi nell’acqua compresi.

Per trovarle basta cliccare sulle coordinate e si aprirà Google Maps.

Per iniziare non possiamo non menzionare il plateau di Valensole, la zona più nota e commerciale in cui immergersi per una primissima passeggiata nei campi: qui troverete tantissimi turisti e auto parcheggiate, ma per un primo tuffo nel viola è senza dubbio una location spettacolare.

Prendete come riferimento Angelvin e dedicate qualche minuto a questa area!

Se cercate un campo grande e privo di alberi o cottage, potete spostarvi verso la seconda location che vi consigliamo, graziosa perché le piante di lavanda creano delle curve dolci che con la luce giusta sembrano onde di fiori.

Location: 43.822962, 5.937720

tramonto sulla lavanda

Avete presente la famosa foto con i campi di girasole in fiore subito accanto a quelli di lavanda? Siamo tornati nel punto esatto dove si trova quel campo anche nel 2019, e finalmente abbiamo trovato una distesa enorme di girasoli: ogni anno la fioritura ha tempi diversi, nel 2018 a luglio non li abbiamo trovati, quindi ci vuole un po’ di fortuna.

La location della famosa foto è questa: 43.819293, 5.933289

 

girasoli provenza

 

girasoli provenza location

E potreste trovare girasoli anche in questa location! 

Potrebbe essere piena di girasoli anche la piccola collina che conduce al Petit Plateau, dove è facile imbattersi in gruppi di fotografi impegnati in workshop: nel 2018 era splendida, nel 2019 invece c’era poco e niente ma passarci non costa nulla.

Location: 43.827705, 6.001553

La famosa foto con gli alberi sullo sfondo delle dolci curve della lavanda è stata scattata proprio nel Petit Plateau. Ed è qui che vi consigliamo di immortalare il tramonto, perché anche quando il cielo è piatto capita che a sorpresa arrivi la nuvola giusta a colorare il cielo di rosa e giallo!

Nella zona circostante troverete anche altri campi interessanti e spesso deserti, da fotografare con calma.

Location: 43.820497, 6.003384

alberi lavanda

lavanda alberi provenza

Anche questo piccolo cottage si trova vicino al Petit Plateau, non è il più famoso della Provenza ma ha il suo fascino:

casetta nella lavanda provenza

Location: 43.822531, 6.004130

Se invece volete fotografare la casetta cottage immersa nella lavanda dovete spostarvi di qualche chilometro, sulla strada per Riez: il campo in cui si trova è davvero splendido, forse il nostro preferito, e non è mai eccessivamente affollato. Si trova qui anche un bellissimo albero solitario abbracciato dalla lavanda.

Con un po’ di pazienza riuscirete a scattare la foto del tetto del cottage completamente immerso nel viola della lavanda, ma questo campo è adatto anche a scatti in notturna, dato che l’illuminazione intorno è piuttosto scarsa.

cottage lavanda provenza indirizzo

lavanda notturna

Location: 43.892281, 6.116399

 

C’è un cottage piuttosto famoso anche in un’altra location a Valensole, la particolarità è che si trova tra un enorme campo di lavanda e uno di grano: la casa è di proprietà privata, ma si possono scattare comunque foto da una distanza non eccessiva.

Location: 43.8598400,6.0029800

 

Portate con voi un treppiede alto, perché c’è un muretto alla fine del campo che potrebbe complicarvi le cose. Nel 2019 questa zona è stata recintata e la fioritura della lavanda è in netto ritardo rispetto ad altre zone della Provenza, ma l’abbazia è spettacolare e potete anche fotografarla dall’alto approfittando della strada panoramica che la costeggia.
senanaque lavanda
Location per scattare dall’alto: 43.927403, 5.188585 
Buon viaggio, godetevi il profumo di lavanda e ricordatevi di rispettare la natura senza rovinarla.
location fotografiche prove
(Petit Plateau)