Città del Capo – Cape Point e Capo di Buona Speranza – Robben Island

Tuffarsi nel traffico dell’ora di punta a Città del Capo, dopo il relax della savana, è stato un azzardo, ma non potevamo rinunciare ad una visita alla Table Mountain, dato che la giornata del nostro arrivo ci ha regalato un cielo pulito e limpido, molto raro a Cape Town.

Salire sulla Table Mountain a Città del Capo

Sono pochi i viaggiatori che hanno la fortuna di vedere la cima della famosa montagna senza la “tovaglia”, quell’insieme di nuvole che la avvolgono nascondendo la sua potente bellezza; è per questo che siamo subito saliti sulla funivia, aspettare anche un solo giorno sarebbe potuto essere un terribile errore, perché il tempo a Città del Capo cambia spesso, soprattutto in autunno!

La funivia che porta sulla cima della Table Mountain ha un prezzo variabile a seconda delle stagioni, ed è chiusa per manutenzione per alcune settimane di luglio e agosto; inoltre, in caso di mal tempo, può non essere operativa.

E’ possibile salire sulla Table Mountain anche a piedi, sfruttando uno splendido sentiero piuttosto faticoso, ma noi abbiamo scelto di provare la funivia a 360°. Non vogliamo rovinarvi la sorpresa, ma questa non è una normale funivia, vi farà vivere 5 minuti di emozioni sia durante la salita che durante la discesa: se soffrite di vertigini forse non sarà l’esperienza più piacevole del mondo, ma provate a farvi coraggio perché la vista dall’alto della montagna è pazzesca!

città del capo

 

table mountain

città del capoE poi, tra una foto e l’altra con vista su Cape Town, riuscirete anche ad incontrare i dassies, simpatici roditori a cui è meglio non dare cibo, perché potrebbero mordere! In cima troverete anche un bar e shop con connessione wi fi.
Tenete sempre d’occhio il vento, perché in caso di cambiamenti improvvisi di tempo, la funivia potrebbe chiudere prima del previsto.

table mountain città del capo

Boulders, la colonia dei pinguini vicino a Città del Capo

Se avete in programma di spostarvi nella zona di Cape Point e Capo di Buona Speranza, vi consigliamo di fare una piccola sosta anche a Boulders, una colonia di pinguini africani incastonata tra Simon’s Town e Cape Point.
I 2000 pinguini vi aspetteranno comodamente sdraiati all’ombra, ma li troverete anche sulla spiaggia, impegnatissimi a portare avanti i lori impegni quotidiani, o ancora intenti a prendersi cura dei loro piccoli, grigi e più pelosi degli adulti.
La passerella in legno consente di passeggiare senza disturbare i pinguini, in alcune ore del giorno può essere particolarmente affollata, ma prendetevi il vostro tempo per osservare da vicino lo stile di vita di queste incredibili creature, vi sorprenderanno!

A Boulders Beach scatterete sicuramente delle foto splendide con l’oceano a fare da sfondo e i pinguini in primo piano, incuriositi dalla vostra presenza silenziosa.

pinguini sudafrica

Cape Point e Capo di Buona Speranza

Che dire, qui la storia è protagonista, insieme alla natura!

Prendetevi tempo per esplorare queste due famosissime aree, preparatevi a dover sopportare il caldo e a vivere un’esperienza incredibile, ai confini del mondo.

La spiaggia di Cape of Good Hope, fotografata dall’alto, sembra un paradiso tropicale, ma l’acqua gelida e le onde battenti sono tutt’altro che amichevoli. Se avete tempo a disposizione salite a Cape Point a piedi, è un trekking leggero che vi darà modo di scattare foto incantevoli a voi e agli altri coraggiosi che come voi avranno scelto di non sfruttare la funivia.

capo di buona speranza

capo di buona speranza

Quando vi spostate nel parco tenete gli occhi aperti, tartarughe, struzzi e altri animali sono ovunque, bisogna solo riconoscerli!

Robben Island, la prigione di Mandela davanti a Città del Capo

Per molti Robben Island è la versione sudafricana di Alcatraz, ma mai semplificazione fu più sbagliata: a Robben Island infatti sono stati reclusi anche politici come Mandela, che con le loro idee moderne di apertura ed uguaglianza facevano più paura degli assassini.
Ed infatti in questo carcere  isola gli assassini vivevano in un sistema di media sicurezza, ai politici invece toccava quello di massima sicurezza: per capire davvero il Sudafrica, la sua storia e le sue contraddizioni, è indispensabile visitare Robben Island.

Il tour inizia con un battello, dopo 45 minuti di viaggio (abbastanza movimentato) si arriva sull’Isola, e si comincia il tour in pullman, seguito poi da un giro nelle celle. Per questa seconda e ultima parte a guidarvi sarà un ex detenuto di Robben Island, vi assicuro che l’impatto umano dei suoi racconti sarà devastante, ma fondamentale per capire davvero il paese ed il suo passato.

Cosa vedere a Città del Capo

Se avete qualche giorno in più da spendere a Città del Capo, vi consigliamo di rilassarvi al Victoria&Albert Wharf, il posto perfetto per un po’ di shopping, dove troverete anche tantissimi ristoranti per tutti i gusti, locali e internazionali.

In città la zona del Greenmarket e del Castello è piuttosto interessante; imperdibile una passeggiata a Bo – Kaap, una ex township famosa per le case coloratissime e i piccoli negozi di artigianato locale.

Un’altra zona bellissima, soprattutto in estate, è Camps Bay, dove è anche possibile andare al mare: ricorda quasi South Beach, con le sue spiagge immense e i ristoranti in fila uno dietro l’altro!

Se avete modo di spostarvi a Johannesburg vi consigliato due musei: l’Origins Museum, dove una volta al mese è anche possibile fare il test del DNA per scoprire la proprie origini, e il Museo dell’Apartheid, un’esperienza più che una mostra, davvero toccante.

pinguino reale

pinguino reale

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Addo National Park: un safari indimenticabile – Viaggio in Sudafrica

Abbiamo scelto di visitare l’Addo Elephant National Park invece che il più celebre Kruger Park per un motivo piuttosto semplice: il primo è stato dichiarato malaria free, nel secondo negli ultimi mesi è stato riscontrato un aumento di malaria che ci ha fatto desistere dalla visita.

L’Addo National Park è stato fondato nel 1931 per salvare 11 elefanti a rischio di estinzione: oggi ce ne sono più di 600, e insieme a vivono decine di altri animali meravigliosi che è possibile incontrare durante il safari.

L’esperienza del primo safari è indimenticabile, ed è importante viverla nel modo giusto: è possibile visitare il parco Addo anche con un auto propria, ma per goderci l’esperienza al massimo abbiamo preferito evitare, e ci siamo affidati a Criss Cross Adventures e alla saggia presenza di Simba, la nostra guida.

Nonostante le evidenti differenze di clima e di flora e fauna, l’esperienza del safari ci ha portato alla mente il nostro viaggio in Islanda, e la costante ricerca dell’aurora boreale: lì avevamo gli occhi fissi sul cielo nero e freddo, ad Addo abbiamo invece aguzzato la vista combattendo contro caldo e sole per riuscire a vedere animali nascosti tra i cespugli e uccelli posati sui rami degli alberi.

La voglia di vedere tutti i big 5 era tantissima, ma gli animali più grandi della savana, (elefanti, leoni, bufali, leopardi e rinoceronti) sono difficili da scovare, e trovarli tutti in un safari in un parco statale è davvero difficile: come ci ha spiegato Simba, incontrarli in una riserva privata è facilissimo, perché ci sono tutti, ma soprattutto perché lo spazio è più ridotto, quindi è semplicissimo sapere dove andare a cercarli per incontrarli e fotografarli.

Ci ha tenuto molto a spiegarci le differenze tra queste riserve private, dopo è possibile trovare anche le giraffe, non presenti nell’Addo Park perché non endemiche in quella zona, e i parchi nazionali, e sebbene avessimo scelto la seconda opzione senza nemmeno pensarci troppo, siamo stati felici di vivere l’esperienza del safari in un modo quanto più pulito possibile.

Non siamo riusciti ad incontrare tutti i big 5, ma vedere da vicino (vicinissimo) i giovani elefanti giocare alla lotta, i branchi bere lentamente e fare il bagno nel fango mentre facoceri e zebre gli giravano intorno, sciacalli dal manto nero che divoravano prede abbandonate da altri predatori, antilopi e bufali che mangiavano serenamente sotto al sole, è stato meraviglioso e molto toccante.

addo national park

bufalo addo park

addo national park opinioni

Per 10 ore siamo stati testimoni del perfetto equilibrio della natura, dell’apparente eternità del mondo in cui viviamo, e della sua potente fragilità: vivere il safari con lo spirito giusto è davvero un’esperienza incredibile per chi ha la sensibilità di affrontarla con occhi puri e attenti.

Come quelli di Simba, che ci ha anche coccolati con un pranzo barbecue preparato nel parco, con tanto di opzioni vegetariane!

elefante sudafrica

zebra addo park

 

Per continuare a godere della pace della savana anche di notte abbiamo scelto di alloggiare in un lodge poco lontano dall’Addo, il Chrislin African Lodge: le camere con il tetto tradizionale hanno tutti i comfort, ma sono immerse nella bellezza della natura e nel suo silenzio. Consigliatissimo!

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Viaggio in Sud Africa – La vita tranquilla di Port Elizabeth

Il nostro viaggio in Sudafrica è iniziato a Port Elizabeth, una meta inaspettata per i viaggiatori europei che solitamente preferiscono gravitare nella zona di Città del Capo, un’area piena di meraviglie naturali e di attività da svolgere in tutte le stagioni.

La nostra scelta è ricaduta su Port Elizabeth, nell’Eastern Cape, per avere una base comoda che ci consentisse poi di visitare il Parco Nazionale Addo senza troppe difficoltà, ma non ci aspettavamo che quella scelta ci arricchisse così tanto a livello personale ed umano.

E’ a Port Elizabeth che abbiamo imparato a conoscere la complessità del mondo sudafricano di oggi, ancora legato ad un passato tristemente vicino nel tempo, che ha segnato in modo indelebile diverse generazioni di popolazione.

Abbiamo parlato con chi ha vissuto gli anni dell’apartheid, con chi era troppo giovane per capire, e abbiamo visto giocare chi di quel passato così presente ancora non sa niente, perché è davvero troppo innocente per capire quello che nessuno ha davvero capito.

Quella panchina sistemata all’ingresso del South End Museum, con la divisione tra bianchi e “colored” chiaramente segnalata, è stato il primo simbolo di quello che è stato un periodo difficilissimo nella storia del Sudafrica, ma ridurre il fascino della storia di questo paese soltanto a questo sarebbe ingiusto e riduttivo.

Port Elizabeth è una piccola città sul mare, i suoi abitanti ci tengono tantissimo a farvi sapere che il nome non ha niente a che fare con la regina Elisabetta, ma che è anzi un omaggio di Sir Rufane Donkin, governatore nella colonia, che volle dedicare la città alla sua amata moglie, Elizabeth. La giovane donna morì a soli 18 anni, lasciando un bimbo di appena 7 mesi ed un marito inconsolabile: oggi presso la Donkin Reserve di P.E, Port Elizabeth, è possibile leggere la targa dedicata alla giovane donna, posta su una piramide alta circa 10 metri.

Questa terrazza sull’oceano è uno dei punti più suggestivi della città, insieme a The Campanile, un campanile vero e proprio, che però non è legato ad alcuna religione, ma è stato eretto per omaggiare i primi settlers giunti nella zona nel 1820. Vi consigliamo di salire sul campanile ignorando il richiamo dell’ascensore, e di affidarvi alle guide presenti, noi abbiamo avuto la fortuna di avere al nostro fianco un ragazzo che parlava italiano e che ha vissuto per qualche anno proprio dalle nostre parti!

Le campane fantasma che si illuminano ad ogni rintocco di quelle vere sono davvero suggestive e molto romantiche, non potete perdervele.

Durante il nostro giro a P.E. ci è capitato di passare accanto ad una township, una zona in cui case con tetti in lamiera, graffiti e caos ci hanno riportati alla realtà: il Sudafrica è un paese splendido, ma non tutti hanno la fortuna di vivere questa meraviglia.

La povertà è tanta, il degrado purtroppo è ovunque e sebbene in alcune zone del paese sia possibile fare dei tour guidati all’interno delle township è un’esperienza che non vi consigliamo di fare: trattare la vita reale e difficile di queste persone come uno spettacolo da guardare con distacco ci sembra profondamente immorale e scorretto.

Quello che invece dovete fare è spostarvi verso le meravigliose dune di sabbia nella zona di Maitelands River’s Mouth: abbiamo scoperto questo posto incantevole grazie ad Alida, proprietaria della guesthouse in cui abbiamo alloggiato (trovate le info alla fine del post), che si è anche offerta di accompagnarci.

Dune beach south africa

Durante il viaggio in macchina ci ha parlato dei problemi di sicurezza a Port Elizabeth, delle townships, del suo lavoro che l’ha portata per anni in giro per l’Africa, e ridendo ci ha detto che il Sudafrica non è Africa, è un mondo a se.

E poi ci ha quasi costretti a correre a perdifiato tra le dune di sabbia a picco sull’Oceano Indiano, ci ha aperto questo suo angolo di paradiso con una naturalezza che ci ha scaldato il cuore.

port elizabeth

Salutarla per riprendere il viaggio è stato emozionante, ci è sembrato di lasciar andare una vecchia amica, ma la nostra avventura in Sudafrica doveva continuare. La aspettiamo in Italia, ma lei ci aspetta in Sudafrica: chissà dove incontreremo ancora il suo sguardo fiero!

Se volete conoscere Alida potete alloggiare da lei, la Bayside Guesthouse è in una zona sicura di Port Elizabeth, e oltre ad essere pulitissima è anche molto accogliente e familiare.

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